Le pittule

Dopo aver parlato delle orecchiette alle cime di rapa, oggi parliamo di una ricetta si tipica della puglia, ma che viene fatta da generazioni principalmente nel salento: le pittule.

Ingradienti per preparare le pittule:

  • 1 Kg di farina di tipo 00
  • acqua tiepida quanto basta
  • sale quanto basta
  • un cubetto di lievito di birra
  • una pentola piena d’olio

Si prende un ampio recipiente, chiamato in puglia la “coppa” e ci mettiamo dentro la farina di tipo 00, il sale e il lievito di birra sciolto in acqua calda e mescoliamo il tutto fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo.

Dopo di chè lavoreremo l’impasto fin quando gli ingredienti saranno ben amalgamati e l’impasto stesso comincerà a gonfiarsi.

Con un panno di cotone, la cosi detta “pezza di cuttone” copriamo il recipiente in modo da permettere all’impasto di lievitare.

Dopo la lievitazione ci accingiamo alla cottura delle pittule, aiutandoci con un cucchiaio si prende un pò di inpasto e si immerge nell’olio bollente facendolo friggere.

Le pittule fritte le facciamo scolare su della carta assorbente in modo da togliere gli eccessi di olio.

Ricordiamo che le pittule vanno mangiate bollenti magari accompagnate da del miele o da dello zucchero.

Nota: All’impasto classico ci possiamo aggiungere tutti gli ingredienti che voglioamo: baccalà, cavolfiori bolliti, un misto di olive acciughe e pomodorini, peperoni.

Nota della nonna: le pittule ane mangiate friscendu mangiandu !!!! ( in salento style )

Traduzione per il resto del mondo: le pettole si mangiano mentre si friggono.