Il Parco Naturale Regionale Bosco

Il Parco Naturale Regionale Bosco e Paludi di Rauccio presenta un paesaggio tipico del Salento, con zone a tratti modificate dalla presenza umana nel posto.

UN PO’ DI STORIA

Prendendo spunto da alcuni cenni storici possiamo dire che il paesaggio è stato abbandonato dagli abitanti del luogo a causa dell’invasione turca del 1500 che portò allo sterminio della popolazione otrantina, alla distruzione del Monastero di San Nicola di Casole e anche ad una crisi economica dell’agricoltura. Dopo la strage di Otranto le popolazioni del posto per difendersi da altri eventuali attacchi, che non si verificarono più, cominciarono a costruire lungo le coste salentine delle Torri e nell’entroterra Sistemi di centri murati (come ad esempio le mura di Lecce); le Torri che si possono ammirare nel parco del Rauccio sono Torre Rinalda e Torre Chianca, mentre all’interno troviamo masserie Turrite e la masseria del Rauccio. Di quest’ultima rimane intatta sino a giorni nostri la Torre colombaia e si possono distinguere tra la macerie i ruderi della Cappella. Purtroppo però non sono più visibili il recinto e i rustici a causa della costruzione di alcune strade che avvenne dopo la Riforma Fondiaria. Troviamo anche dei muretti di costruzione romana che risalgono ad un’epoca più antica e che dividevano il territorio il lotti, pratica definita centuriazione.

I NOSTRI GIORNI

La Storia del Parco ci lascia intendere che per carpire fino in fondo l’essenza di questo meraviglioso paesaggio, non basta una visita saltuaria ma bisogna percorrere un cammino, che grazie alle Giude è accessibile a tutti. Il cammino è suddiviso in 4 percorsi principali:

1.

Il percorso Botanico si snoda in 8 punti tattici che ci permettono di osservare i vari ecosistemi del Parco. Durante questo cammino il Parco mostra alcune importanti specie: la periploca maggiore, la cannuccia di palude, la salicornia e le orchidee palustri. Il percorso parte dalla Lecceta che ha un estensione di 18 ettari, attraversa il bosco e la steppa salata raggiungendo gli stagni retrodunali e le dune. La Macchia Mediterranea e propria del bosco sopra citato ma possiamo trovarne anche dei residui in diverse zone segno dell’antica presenza della macchia in queste zone. Dove non è presente questo ecosistema sono presenti delle zone coltivate, e aree incolte adibite soprattutto al pascolo del bestiame.
2.

Il percorso Faunistico attraversa l’intero Parco e presenta dei Capanni di Osservazione nei punti migliore per l’osservazione di uccelli migratori, rapaci, come il falco di palude e uccelli di ripa.
3.

Il percorso Idrologico prevede tre tappe: gli aisi, la palude e le sorgenti dell’Idume. Quest’ultimo è stato realizzato per facilitare il flusso nel mare e delle acque che ristagnavano lungo la fascia retrodunale. Il sistema idrico quindi è artificiale ma si rinaturalizza nel corso degli anni.
4.

Il percorso Storico/Culturale è suddiviso in quattro tappe e si esegue in sella ad una bici. I punti di sosta sono le masserie le pagghiare, la torre costiera, l’Abbazia di Santa Maria di Cerrate e il Museo delle Tradizioni Popolari.

LE SPIAGGIE

La spiaggia si estende per 4 Km. Molto importanti sono le dune, in pericolo di scomparsa per l’erosione costiera.

Il censimento della flora, effettuato dal Laboratorio di Botanica sistematica ed Ecologia vegetale del Dipartimento di Biologia dell’Università degli studi di Lecce con la collaborazione del WWF di Lecce, ha consentito di ottenere un elenco di 584 specie suddivise in 338 generi e 81 famiglie.